gen 27 2009
Vacanze sulla neve a San Vito di Cadore
San Vito di Cadore (ladino San Vido) è un comune di 1.718 abitanti della provincia di Belluno.
Situato in un’ampia conca nel cuore delle Dolomiti bellunesi, San Vito è circondato da alcune tra le più belle montagne del mondo: l’Antelao giganteggia sul paese, mentre di fronte si erge la mole solitaria del Pelmo. Il fondovalle è percorso dal torrente Boite, che dà il nome alla valle, Valboite appunto, mentre tutt’attorno, fino ai piedi delle crode, si stendono verdi prati e fitti boschi di conifere e di faggi.
Il primo documento che attesta l’esistenza di San Vito risale al 1203, tuttavia la presenza di un abitato stabile è da individuarsi attorno all’anno 1000. Precedentemente si ritiene che il territorio fosse interessato da insediamenti di carattere stagionale legati prevalentemente alle attività di pascolo e raccolta del legname. Nel 1200 è tuttavia già presente a San Vito un’antica pieve. Nel 1239 nasce la Regola di Festornigo, la più antica del Cadore. Vi sarà poi una seconda regola, quella di Mondeval: dall’unione delle due regole, nel 1949, nascerà l’attuale organizzazione. Il paese sarà in un primo momento feudo dei Da Camino, ma passerà nel 1420 alla Repubblica di Venezia. In occasione dell’invasione asburgica d’inizio ’500, il paese verrà attraversato dall’esercito tedesco, con tutte le conseguenze che ciò può determinare. Tuttavia si narra che grazie a un voto alla Madonna, il paese sia stato risparmiato: sorgerà così la chiesa della Difesa, in assolvimento di tale voto. Il governo della Serenissima favorisce una felice crescita del paese. Nel 1753, per risolvere una diatriba relativa ai confini tra Cortina (allora sotto gli Asburgo) e San Vito, le autorità deliberano che i sanvitesi costruiscano una muraglia di confine, a loro spese, lunga quasi 2 km in alta montagna (alta 1.80m in altezza, larga 1.50 alla base, 60 cm in alto) in novanta giorni. L’ardua impresa va a buon fine e i sanvitesi ottengono i pascoli del Giau (la muraglia è ancora visibile in loco, così come numerose delle croci di confine). Con la caduta di Venezia, San Vito andrà a far parte del Lombardo-Veneto
San Vito è particolarmente rinomata come località turistica grazie alle sue splendide montagne e alle attrattive invernali, ma cela anche elementi d’interesse storico-culturale. Ricordiamo innanzitutto le caratteristiche chiese nel centro del paese: la pievenale e la chiesetta della Difesa. La pievenale risale al 1200, ma l’attuale edificio è il risultato della ricostruzione del 1760, su disegno di Schiavi. Dell’antica chiesa rimane un antico affresco di San Cristoforo. All’interno di particolare interesse è la pala d’altare di Francesco Vecellio, fratello del celeberrimo Tiziano, che raggiunge qui forse il culmine della sua produzione (tanto da suscitare le invidie di Tiziano).
Durante l’inverno, nella attrezzata ski-area, dove gli impianti di risalita, tra cui due modernissime seggiovie triposto, assicurano chilometri di piste, le cui perfette condizioni sono garantite per tutto l’arco della stagione da innevamento programmato. Tutto questo coadiuvato da una maestosa e numerosa presenza di alberghi all’avanguardia.
