mar 16 2009

Vacanze di Pasqua a Bardolino sul lago di Garda

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Bardolino sorge sulla riviera orientale del Lago di Garda, a 30 km da Verona, su di un territorio collinoso stretto tra il lago ad Ovest, e la collina morenica di separazione ad Est tra il lago stesso e la valle dell’Adige, ove essa sbocca nella Pianura Padana.

Presenze preistoriche vi erano all’altezza di Cisano. Facevano parte della civiltà palafitticola del basso lago di Garda. La presenza umana non è mai mancato nella zona, per avere tracce scritte si deve arrivare all’alto medioevo. Reperti dell’epoca romana sono abbondanti, fra i quali un curioso cippo funerario eretto da un uomo a sé stesso mentre era ancora in vita. Si narra delle visita sopra Malcesine di re Pipino ai santi Benigno e Caro, in uno di quei viaggi il re destinò alla abazia di San Zeno di Verona, la chiesa di San Zeno e tutte le sue pertinenze. fra l’859 e l’856 vi fu una disputa fra Verona e i paesi del lago. I paesi veronesi del lago divennero una unica entità amministrativa con sede a Garda.
È del IX secolo l’edificazione del primo castello, autorizzato da Berengario al fine di costituire mezzi di difesa contro le invasioni, permesso accordato a tutte le comunità del Lago. A Bardolino il castello si ingrandì fino a costituire con gli Scaligeri un unico fortilizio per tutto il paese. Nel XII secolo Bardolino è ricordato come comune autonomo, e risale al 1222 la costituzione, comune a quasi tutti i centri del lago, dei diritti di pesca riservati alle famiglie del luogo. Durante il medioevo e l’età moderna, Bardolino seguì i destini di Verona, Si ricorda che fu il centro della marina veneziana sul lago, che nel 1526 fu saccheggiata e subì il rapimento di propri abitanti a fini di riscatto da parte dei lanzichenecchi. Sotto gli austriaci fu capoluogo del distretto che raggruppava tutti i comuni veronesi rivieraschi.

Il vino Bardolino

Le viti del Bardolino si specchiano nel lago di Garda, un ambiente prealpino che ha i colori e i profumi del mediterraneo.
Il clima mite, l’esposizione al sole, l’equilibrio delle piogge e delle temperature, la verietà dei terreni, la passione e l’abilità dei produttori, rendono il Bardolino un vino particolarmente piacevole e aprezzato in ambito internazionale. Un vino innanzi tutto da godere con gli occhi, percorrendo , tra sorsi e panorami, la strada del vino. Le principali varietà dei vitigni che danno il Bardolino sono le uve Corvina (35-65%) Rondinella (10-40%) Molinara (10-20%) e Negrara (fino a 10%).

Osservando la cartina si nota che la zona d’origine è suddivisa in due aree. La più antica, che produce il Bardolino D.O.C. classico, comprende tutto il territorio dei comuni di Bardolino e Garda ed in parte quello di Lazise, Cavaion, Costermano e Affi.

L’olio d’oliva

È un olio che si caratterizza per la straordinaria leggerezza, la facile digeribilità, i delicati toni fruttati: un gioiellino. Quand’è appena spremuto, la tradizione vuole che lo si provi sulla bruschetta oppure sulle patate lesse. Terzo test tradizionale: un’insalata di solo radicchio rosso di Verona condita con olio, aglio e un trito finissimo d’acciughe. In tavola accompagna tutta la cucina tipica del territorio. Insieme col Bardolino.

Da vedere:

la chiesetta di San Severo, XI sec., capolavoro d’arte romanica veronese, affrescata con scene dell’Apocalisse, conserva affrechi dell’XII e XIII sec.
la chiesa di San Vito, XII sec.
la chiesetta di San Zeno, di architettura preromanica lombarda, rappresenta uno dei più importanti monumenti carolingi in Italia.
Un piccolo Museo raccoglie preziosi reperti preistorici e romani.
la Pieve di Santa Maria di Cisano, nella vicina frazione di Cisano

I Musei

Il Museo del vino è situato a Bardolino presso la Cantina dei F.lli Zeni in Via Costabella riunisce i principali attrezzi vitivinicoli, usati in un passato recente e lontano, per la preparazione di questa nobile bevanda e contenente una tipologia sufficientemente variegata delle attrezzature necessarie alle varie fasi vitivinicole.

Il Museo dell’Olio è situato a Cisano. Istituito nel 1987, raccoglie antiche attrezzature olearie, documenti e arnesi in legno relativi alla storia e alla produzione dell’olio d’oliva.Interessante la ricostruzione di un frantoio ottocentesco, ancora funzionante.

Le Ville

Un capitolo a parte occorrerebbe a questo punto aprire per dire delle numerose ville affacciate sul lago e nell’interno del Comune di Bardolino: la Guerrieri, la Bassani-Raimondi, la Giuliari-Gianfilippi. la Marzan, la Betteloni e la Bottagisio. Villa Guerrieri, in via S. Martino, ottocentesca, di non alto valore architettonico, fu costruita sull’area di altra più antica. Con un bel portale classico d’accesso al giardino dal paese, ha di notevole il parco, prospiciente il lago, con resti di antico castello o fortilizio. Termina verso il paese con le antiche case dei Fermi, il cui palazzo conserva l’aspetto primitivo nelle porte, finestre, scala esterna, e in qualche ambiente interno. E se villa Bassani Raimondi, in via Fosse, non presenta particolari pregi architettonici (risale infatti al primo Ottocento), essa era però apprezzata, fino a pochi decenni fa, per un denso parco, che subì purtroppo, durante e dopo la guerra, dolorose falcidie. Anche villa Giuliari-Gianfilippi, ottocentesca, non ha particolare interesse architettonico; però possiede pur essa un parco, disteso lungo il lago, nella parte meridionale della baia di Bardolino, al quale fa riscontro il parco dei Bottagisio. Si dice che il giardino di questa villa fosse stato in origine disegnato dal Bagnara per incarico della marchesa Teresa Gianfilippi Canestrari. Villa Marzan, già Da Persico, a Cisano, ottocentesca, è stata rimodernata su progetto dell’architetto Ettore Fagiuoli (bello il parco con pagoda, uccelliera, giochi vari e darsena privata). Mentre villa Betteloni, a Calmasino, è una casa padronale di architettura semplice, dotata peraltro di un giardino e di un viale di cipressi all’ingresso. Villa Bottagisio, infine, sul lungolago, è una casta, ma piuttosto ibrida costruzione ottocentesca, ma anch’essa con un bel parco che si stende lungo il lago ed occupa tutta la parte settentrionale della baia di Bardolino. Si ricorderà infine come a Bardolino abbia avuto i natali Cesare Betteloni, dolcissimo poeta ed entusiasta cantore del suo Garda, davanti le cui onde azzurre volle, in un giorno di sconforto, trovare morte prematura.

Muoversi a Bardolino

In alternativa ai tradizionali mezzi di trasporto è possibile muoversi sul Garda in maniera rilassante e gradevole. La navigazione sul Garda rappresenta un validissima alternativa specialmente per il turista.

La società Navigarda copre con i suoi battelli, traghetti ed aliscafi tutte le località del Garda.

Una gita in battello sarà certamente l’occasione per godere di un bellissimo panorama e di visitare altre località del lago senza rischiare di incorrere in ingorghi e colonne.

Bardolino Non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal lago si possono ammirare il castello di Sirmione con le grotte di Catullo, il golfo di Salò chiuso da un lato dalla lussureggiante isola del Garda e dall’altro dal dannunziano Vittoriale di Gardone Riviera. Si possono ammirare le limonaie strappate alla roccia da Gargnano fino a Limone ed il castello imperioso e solitario di Malcesine, la leggiadra punta di S.Vigilio immersa fra olivi e cipressi, la ridente baia di Bardolino ed ancora le popolose cittadine ed i piccoli borghi dei pescatori sparsi sulle rive, con i loro castelli, le mura diroccate e le storie antiche che ancor oggi si respirano fra le vie di pietra e di mattoni.

Una vacanza di Pasqua a Bardolino è una festa di tradizioni e di sapori. Gli Hotel e gli agriturismo della zona vi accoglieranno con le loro offerte per il week end di Pasqua.

Prenotate siete ancora in tempo.


mar 13 2009

Vacanze di Pasqua a Roma

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Roma sorge sulle rive del fiume Tevere; l’abitato originario si sviluppò sulle colline che fronteggiano l’ansa nella quale sorge l’isola Tiberina, il solo guado naturale del fiume. Il nucleo centrale e storico della città è costituito dai famosi sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio.

La città è attraversata anche da un altro fiume, l’Aniene (detto anche Teverone), che confluisce nel Tevere nella zona settentrionale dell’odierno territorio urbano.

Il territorio su cui la città è sorta e si è sviluppata ha una storia geologicamente complessa: il substrato recente è costituito dal materiale piroclastico prodotto dai vulcani, ormai spenti, che cingono l’area della città a sud-est, il Vulcano Laziale negli attuali Colli Albani, ed a nord-ovest, i Monti Sabatini, tra seicentomila e trecentomila anni fa. Da questi depositi si formano gran parte dei rilievi collinari dell’area, compresi i sette colli. Successivamente l’attività fluviale del Tevere e dell’Aniene contribuì all’erosione dei rilievi e alla sedimentazione, caratterizzando il territorio attuale. Oltre ai sette colli storici, nella città odierna sono compresi diversi altri rilievi, fra cui Monte Mario, il Gianicolo, il Pincio, i Monti Parioli, Monte Sacro e Monteverde.

Il centro storico si presenta come il risultato del continuo sovrapporsi di testimonianze architettoniche ed urbanistiche di secoli diversi, in una compenetrazione unica e suggestiva che mostra il complesso rapporto che la città ha sempre instaurato con il proprio passato, in un alternarsi di sviluppi caotici, periodi di decadenza, rinascite e tentativi, in età contemporanea, di ammodernamento del tessuto urbano.

Le chiese cristiane di Roma sono diverse centinaia e la loro storia si intreccia con la storia religiosa, sociale ed artistica della città. Tra di esse da segnalare sono le quattro basiliche patriarcali: la basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la cattedrale della città, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di san Paolo fuori le mura e la basilica di Santa Maria Maggiore. Le quattro basiliche fanno parte del cosiddetto “giro delle sette chiese” che i pellegrini che giungevano a Roma dovevano compiere, tradizionalmente, a piedi ed in un unico giorno. Le altre tre chiese facenti parte di tale itinerario sono la basilica di San Lorenzo fuori le mura, la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e la basilica di San Sebastiano fuori le mura.

Ville, parchi pubblici e aree protette hanno un grande spazio nel tessuto urbano: Roma non a caso vanta il primato di capitale europea con il più alto numero di ettari riservati al verde. Questi sono alcuni dei numeri che l’attestano: più di 90 000 ettari di verde, circa il 68% del suo territorio, 2 000 kilometri di alberature stradali e un gran numero di parchi e giardini pubblici dislocati sul tutto il territorio urbano. La parte più nota di questo verde è rappresentato dal grande numero di ville e giardini facenti parte nel passato di dimore nobiliari, i più antichi risalenti al XVI secolo; ma la tradizione del verde nella città ha radici molto più antiche, e può essere fatta risalire ai giardini urbani di proprietà dei personaggi di spicco della Roma antica (gli horti). Le speculazioni edilizie di fine XIX secolo portarono alla distruzione di diverse di queste ville.

Arte, cultura, tradizione, divertimento e tanto altro nel giorno della Santa Pasqua a Roma. Gli hotel offrono tanti pacchetti compreso il giorno di Pasquetta, il pranzo abbondante della Pasqua e molte visite alle innumerevoli bellezze artistiche della città.

Non lasciatevi scappare le offerte speciali per la Pasqua Romana, prenotate immediatamente, farete un regalo alla vostra famiglia.


mar 12 2009

Pasqua a Venezia

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Venezia la città con il più alto flusso turistico del Veneto. è una città di 270.277 abitanti dell’Italia nord-orientale, capoluogo della regione Veneto e della provincia omonima. È stata inoltre per più di un millennio capitale della Repubblica di Venezia e conosciuta a questo riguardo come “la Serenissima” o “la Dominante”.

Per le peculiarità urbanistiche e per l’inestimabile patrimonio artistico, Venezia è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo ed è annoverata tra i patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO. Un fattore che ha contribuito a farne la città italiana con il più alto flusso turistico, in gran parte dall’estero.

Il cuore della città di Venezia è Piazza San Marco, per definizione l’unica a meritarsi il nome di piazza: le altre piazze sono chiamate infatti “campi” o “campielli”. La Basilica di San Marco appare al centro della piazza, colorata d’oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai meravigliosi bassorilievi che raffigurano i mesi dell’anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei di Costantinopoli, (sono copie: gli originali sono nel museo di San Marco) ricordano la quarta Crociata del 1204. La sua forma a croce greca è sovrastata da cinque enormi cupole. È la terza Basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Pare che questa versione sia stata ispirata dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. L’interno è rivestito di mosaici a fondo oro che raffigurano passi biblici e allegorici. Inizialmente, era la cappella dei Dogi della Repubblica di Venezia.

Il Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, meravigliosa opera di Bartolomeo Bon, che oggi è l’uscita del museo di Palazzo Ducale. L’ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d’Istria. Qui sorgeva un castello, poi dato alle fiamme per far uscire Pietro IV Candiano che vi aveva trovato rifugio durante una sommossa. Ora il Palazzo è un museo, con opere dei migliori artisti veneziani: la Biblioteca Sansovina, che si trova al suo interno, ospita delle mostre temporanee. Da vedere la Sala del Maggior Consiglio, che per secoli fu la più grande sede di governo del mondo, il Ponte dei Sospiri, le carceri e i Piombi.

Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti, fu restaurato da Bartolomeo Bon nel XV secolo. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un’opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone.
Ponte di Rialto

Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto: opera di Antonio Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l’unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l’unico ponte fino al 1854, quando fu costruito il Ponte dell’Accademia. Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, la pittoresca pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto.

Altri importanti monumenti veneziani sono l’Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto.

Gli Hotel di Venezia propongono dei pacchetti interessantissimi per il giorno di Pasqua e Pasquetta.

Nei pacchetti sono compresi: il grande pranzo pasquale, con uovo di cioccolata e colomba in omaggio! Offerte speciali nel centro benessere, aperitivo di benvenuto, feste pasquali, visite a Murano e Burano e guide per musei e monumenti della bellissima Venezia.

Venezia è una meraviglia anche a Pasqua, prenotate il vostro soggiorno pasquale.


mar 10 2009

Vacanze di Pasqua a Bordighera

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Bordighera è situata sulla costa della Riviera ligure di ponente, ubicata sul capo Sant’Ampelio a circa venti chilometri dal confine con la Francia, ai piedi delle Alpi Marittime. Dista dal capoluogo circa 36 chilometri. Suggestiva la frazione di Sasso arroccata sulla collina bordigotta.

Lungomare Argentina. La passeggiata a mare pedonale più lunga della Riviera è un rettilineo lungo all’incirca due chilometri, costeggiante la spiaggia e la ferrovia. Il percorso è fiancheggiato da diversi filari di Araucaria excelsa e da variopinti giardini con piante grasse e fiori. Il lungomare fu inaugurato da Evita Perón (da cui deriverebbe l’intitolazione Argentina), che qui trascorse diverse giornate nel luglio del 1947. Lungo la passeggiata è ubicato il Chiosco della Musica, già sede di concerti musicali.
Il sentiero del Beodo

E’ la passeggiata lungo il percorso dell’antico canale dell’acquedotto (béodo) che portava in città l’acqua potabile e per l’irrigazione. Alimentava una cisterna (oggi coperta) scavata al centro della Piazza Padre Giacomo Viale. Il béodo riforniva d’acqua le case, le fontane, i frantoi, i lavatoi pubblici, fino ai giardini e agli orti della città bassa. Il sentiero parte poco oltre la Città Alta (verso la Via dei Colli), passa sotto un tunnel, risale la Valle del torrente Sasso per una vecchia mulattiera; procede a mezza costa, lungo le fasce sostenute da muri a secco, tra mimose e ginestre, olivi, piante grasse e ciuffi di palme. Nel primo tratto domina la costa, quindi svolta verso l’interno, fino a raggiungere la piccola frazione di Sasso.


Il Giardino esotico Pallanca

Subito dopo la galleria di Punta Migliarese, ecco un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con fasce e terrazze popolate da splendide piante. E’ il Giardino Esotico Pallanca, spettacolare monumento naturalistico realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca, giovanissimo”bocia” e poi collaboratore di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento specie di piante. Spicca la preziosa collezione di cactus e succulente, la più importante d’Italia e una delle più importanti d’ Europa. La pianta più antica – una “Copiapoa” originaria del Cile, che cresce sulle pendici delle Ande – ha trecento anni. Il Giardino Esotico Pallanca ben si può considerare come l’erede del Giardino Moreno.

Madonna della ruota

Subito dopo la Casa del Mattone, al numero 28, un elegante cancello di ferro battuto e dorato chiude l’accesso ad una strada privata che scende a una villa sul mare, immersa in un magnifico parco.
E’ qui che Lodovico Winter aveva realizzato l’altro suo celebre giardino-vivaio, riprodotto in tante cartoline illustrate dell’epoca: un’immagine che contribuì alla diffusione della fama esotica di Bordighera in tutta Europa. “Uno show-garden, d’alta classe” lo definisce Viacava: “era per Winter la sua casa, il suo giardino di sogno, il vivaio delle sue palme più belle, e, indubbiamente il luogo di rappresentanza per le sue attività commerciali.

A Pasqua Bordighera si veste di primavera, troverete alberghi e servizi di livello eccelso. Potrete vivere qualsiasi tipo di vacanza sfruttando le offerte o costruendovi la vostra vacanza su misura.

A Bordighera assaggerete l’anticipo dell’estate……


mar 06 2009

Vacanze di Pasqua a Cattolica

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Cattolica (Catolga in romagnolo) è un comune di 16.404 abitanti della provincia di Rimini. Confina ad est con Gabicce Mare (PU) dal quale è separata dal torrente Tavollo, ad ovest con Misano Adriatico, dal quale è separata dal fiume Conca e a sud con San Giovanni in Marignano; è bagnata a nord dal Mare Adriatico.

La Pasqua in Riviera è diventata ormai una tradizione. Molte famiglie si organizzano per passare questo momento di festa al mare. Gli attrezzatissimi alberghi di Cattolica offrono servizi e pacchetti di alto livello sempre restando su prezzi competitivi, ma sottolineando la qualità del prodotto.

Un esempio gnerale di un pacchetto offerto da un Hotel di Cattolica è il seguente:

Arrivo in hotel, Aperitivo di Benvenuto servito al Bar.

Visita guidata all’Acquario di Cattolica. Il pomeriggio un tuffo tonificante in idromassaggio con cascata d’acqua.

La sera Cena Romantica a lume di candela con leccornie del posto.

Giornata della santa Pasqua. Ricca e abbondante colazione a buffet secondo la tradizione Romagnola. Pranzo di Pasqua, Musica dal vivo, tanta allegria e tante sorprese.

Lotteria dove si può vincere un week end o una settimana estiva in Hotel.

Il pomeriggio visita al parco Oltremare e Imax di Riccione.

Pranzo a base di Pesce dell’Adriatico con Piadina Romagnola. Pomeriggio shopping nel centro pedonale di Cattolica.

E poi via, si torna a casa…..


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