apr 16 2009

Vacanze nel mare di Tropea in Calabria

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Tropea è un comune di 6.851 abitanti della provincia di Vibo Valentia, tra i più piccoli Comuni d’Italia per superficie territoriale.

Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l’occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Nelle zone limitrofe sono state rinvenute tombe di origine magno-greca.

Nota località balneare sul mar Tirreno a sud-ovest di Vibo Valentia ed a nord di Capo Vaticano, ha un monastero di Francescani di notevole importanza e la Cattedrale Normanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del ’700 e dell”800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. Interessanti sono i “portali” dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotate di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Da visitare inoltre il museo privato degli antichi mestieri di Calabria e delle macchine automatiche.

I negozi di Tropea vendono tantissimi prodotti tipici e artigianali dei comuni limitrofi. Di notevole importanza anche l’artigianato locale, come i manufatti in terracotta.

Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.

La gastronomia calabrese offre una grande varietà di prodotti tipici come la famosa ‘Nduja di Spilinga, la Cipolla Rossa di Tropea, il Pecorino del Poro, l’olio extravergine d’oliva, il vino e i liquori alle erbe e agrumi calabresi, dal vasto assortimento di spezie tra cui il rinomato peperoncino piccante calabrese, ai gustosi pomodori secchi, alle tante specie vegetali ed animali frutto di questo di questo soleggiato e fertile lembo di terra, risultato di antiche tradizioni, tramandate da padre in figlio, unite a condizioni meteorologiche e geografiche invidiabili.

Le vacanze a Tropea e le vacanze in Calabria sono sorprendenti e uniche. Tanti Hotel a Tropea e servizi, dalla spiaggia ai trasporti, dalla gastronomia alle tradizioni.

Tropea non è solo una cipolla, ma un luogo incantato dove passare una vacanza indimenticabile.


apr 14 2009

Vacanze nelle città d’arte: Napoli la perla della Campania

Classified in: Hoteladmin at 8:48 am

La città di Napoli è situata in posizione pressoché centrale sull’omonimo golfo, tra il Vesuvio, e l’area vulcanica dei Campi Flegrei in uno scenario definito “tra i più celebrati e incantevoli al mondo”. Il suo vasto patrimonio artistico ed architettonico è tutelato dall’UNESCO, le cui commissioni hanno incluso dal 1995 il centro storico di Napoli tra i siti del patrimonio mondiale dell’umanità.

Nel suo primo insediamento di Partenope sulla collina di Pizzofalcone, fu fondata tra il IX e l’VIII secolo a.C. da coloni greci; successivamente rifondata come Neapolis nella zona bassa tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., essa viene annoverata tra le principali città della Magna Grecia .

Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Napoli vedrà il susseguirsi di lunghe e numerose dominazioni straniere, rivestendo una posizione di rilievo in Italia e in Europa.

Napoli sorge al centro dell’omonimo golfo, dominato dal massiccio vulcanico del Vesuvio e delimitato ad est dalla penisola sorrentina con Punta Campanella, ad ovest dal golfo di Pozzuoli con Capo Miseno, a settentrione dalle appendici dell’Appenino Campano.

La città storica è andata sviluppandosi preminentemente sulla costa; il primo nucleo della città fu costituito dall’isolotto di Megaride, ove coloni greci diedero avvio al primo emporio commerciale che comportò lo sviluppo della città odierna. Il territorio di Napoli è composto prevalentemente da colline (molti di questi rilievi superano i 150 metri d’altezza per giungere fino ai 452 m della Collina dei Camaldoli) sulle quali sono nati veri e propri quartieri e/o rioni storici, ma anche da isole, insenature e penisole a strapiombo sul Mar Tirreno.

L’intero territorio ha una storia geologicamente complessa: il substrato recente è composto perlopiù da detriti di varia natura vulcanica.

La mancanza di un vero e proprio sviluppo industriale ha determinato l’affermarsi di punti di forza differenti che hanno configurato la città come importante centro del terziario, soprattutto nei campi: commerciale, amministrativo, finanziario, oltre a quello culturale, sempre storicamente rilevante, nonché quello editoriale. Il porto della città è uno dei principali scali marini d’Italia, nonché un’importante voce di reddito per la città (il secondo al mondo dopo quello di Hong Kong per scalo passeggeri, con circa 9 milioni di presenze all’anno ).

Oltre ad ospitare fra centro e agglomerato urbano un importante nodo ferroviario e stradale (Napoli è il capolinea dell’Autostrada del Sole), la città, nell’ultimo decennio, ha investito anche su un ambizioso programma di lavori pubblici molto articolato, che ha posto le basi del sistema metropolitano su scala cittadina e regionale.
Un presepe napoletano

L’immenso patrimonio artistico della città dovrebbe essere il volano di partenza per accogliere i turisti provenienti da tutto il mondo. Infatti, il turismo, nonostante la vastità dell’offerta monumentale e museale di cui la città dispone non trova sufficiente valorizzazione economica: i problemi d’immagine della città di Napoli legati al problema della criminalità organizzata, nonché l’insufficienza di strutture ricettive di medio-basso livello sono il principale ostacolo al decollo di un’efficiente promozione alberghiera. Il flusso turistico è essenzialmente di passaggio, diretto verso località periferiche Pompei (in cui si registra una media di 3 milioni di turisti l’anno), o le isole del golfo (Capri e Ischia), la costiera sorrentina e quella amalfitana, dove la qualità ambientale e l’offerta ricettiva raggiunge livelli di prestigio internazionale. Negli ultimi anni si è riscontrata nel porto di Napoli una notevole crescita nel settore croceristico.

Napoli è una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica; il centro storico, annoverato dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità, è il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici, a racchiudere circa 2.800 anni di storia e a testimonianza delle varie civiltà che vi hanno soggiornato; su un territorio relativamente poco esteso sono presenti, tra gli altri, un grande numero di castelli, residenze reali, palazzi monumentali, chiese storiche e resti dell’età classica. L’eredità di questa storia millenaria si può comunque ammirare anche in tutta la città e nei suoi dintorni.

Tra le arterie principali di Napoli vi è di certo Via Toledo (denominata “Via Roma” durante il ventennio fascista), voluta dal viceré Pedro de Toledo che la edificò nel 1536. Grazie alla pedonalizzazione, la lunga strada è ora il fulcro dello shopping cittadino con i suoi numerosi negozi (soprattutto di abbigliamento) e del turismo con i suoi palazzi storici che vi si affacciano: il Banco di Napoli, Palazzo Doria d’Angri, palazzo Colonna di Stigliano, la la chiesa Spirito Santo, Piazzetta Augusteo, l’accesso est della Galleria Umberto I. Sfocia su Piazza Trieste e Trento dove è presente la San Ferdinando e su Piazza del Plebiscito.
Palazzo Reale, scalone

Tra le piazze maggiori di Napoli vi è Piazza del Plebiscito. Su di essa si affacciano due importanti monumenti : il Palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola, che con il suo colonnato forma un’ellisse nei cui fuochi sono poste due statue equestri in bronzo: una di Antonio Canova raffigurante Carlo III e l’altra di Antonio Calì raffigurante Ferdinando IV. Sono da segnalare le statue dei leoni sul basamento ai lati del colonnato: nel cuore della piazza ogni anno nel periodo natalizio vengono realizzate opere d’arte contemporanea da artisti internazionali, concerti ed eventi di grande richiamo come il Concorso ippico internazionale di Napoli. Quest’ultimo concorso si è svolto nelle più grandi piazze del mondo fin quando la produzione dello stesso ha deciso di rendere Napoli il luogo fisso in cui svolgerlo.

Più antica è Piazza Dante: tra il Cinquecento e il Seicento era detto “Mercatello” perché vi si tenevano i mercati ‘periferici’, ma tra il 1757 e il 1765 fu completamente ricostruita sotto Carlo III da Luigi Vanvitelli, che edificò l’emiciclo sulla cui sommità eresse ventisei statue raffiguranti le virtù del sovrano. Al centro della piazza la statua equestre di Carlo non fu mai posta poiché venne occupata dall’albero della libertà durante la Repubblica napoletana e poi dalla statua di Napoleone Bonaparte durante il regno di Murat. L’attuale statua di Dante Alighieri che dà il nome alla piazza fu posta dopo l’unità d’Italia. Al lato nord vi è Port’Alba col suo mercato dei libri e al lato sud la chiesa di San Michele. Nel 2002 è stata ristrutturata su progetto dell’architetto Gae Aulenti e resa ancora più spaziosa per ospitare l’omonima fermata della metropolitana. L’edificio vanvitelliano ospita il Convitto e Liceo Vittorio Emanuele.

La zona di San Gregorio Armeno è nota ai più poiché vi si tiene il mercato del presepe, una grande tradizione natalizia napoletana. Le botteghe espongono i modelli più raffinati e più singolari di pastori, santi, Gesù bambini e altre amenità (come i personaggi dell’anno o personalità legate a Napoli come Totò, Massimo Troisi o Eduardo de Filippo. La via prende il nome dalla chiesa di San Gregorio Armeno, costruita tra il 1574 e il 1580 affrescata all’interno da Luca Giordano. Ogni martedì vi si tiene il miracolo della liquefazione del sangue del dente di Santa Patrizia.
San Gregorio Armeno, strada al di sotto del campanile

Da Piazza del Gesù Nuovo a Piazza San Domenico si distende Via Benedetto Croce tratto centrale della cosiddetta Spaccanapoli, il Decumano inferiore della Napoli greco-romana, che nel suo sviluppo assume diverse denominazioni. Su Piazza del Gesù Nuovo si affaccia la chiesa del Gesù Nuovo mentre al centro si erge un obelisco, noto come Guglia dell’Immacolata, alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua bronzea della Madonna Immacolata eretta nel 1747. L’8 dicembre di ogni anno vi si tiene una cerimonia che consiste nella posa di una corona di fiori sulla statua in cima alla colonna. Via Benedetto Croce, invece, prende invece il nome dall’omonimo filosofo napoletano d’origini abruzzesi che in quella strada – e precisamente a Palazzo Filomarino – abitò per gran parte della sua vita e fondò l’Istituto Italiano per gli Studi Storici.

Il lungomare di Napoli prende il nome di Via Caracciolo, in onore dell’ammiraglio Francesco Caracciolo fatto impiccare da Orazio Nelson sulla nave Minerva (già da lui comandata) nel golfo della città, per la sua adesione alla Repubblica Napoletana. La strada in realtà è recente, risale alla fine dell’Ottocento quando sostituì l’arenile che la Villa Reale (con l’Unità, Villa Comunale) separava dalla Riviera di Chiaia[51]. Il lungomare si snoda per chilometri di passeggiata con vista e, dopo Castel dell’Ovo prende il nome di Via Partenope, strada realizzata con riempimenti a mare. Negli ultimi anni sono state rese balneabili le sottili spiagge vicino alle scogliere artificiali.

Una città che offre grandi possibilità per passare una vacanza nelle città d’arte unica e piena di tradizioni. Gli hotel a Napoli offrono pacchetti soggiorno per visitare le opere artistiche della città nel pieno del relax e della cordialità della gente.

Napoli è una delle meraviglie d’Italia.


apr 10 2009

Vacanze last minute per la Pasqua su italiareservation.it

Il portale turistico studiato ad hoc per il turista: www.italiareservation.it vi offre pacchetti per passare le vacanze di Pasqua nei luoghi di villeggiatura che avete sempre desiderato. Comodo, veloce ed efficace, vi darà la possibilità di prenotare direttamente da casa vostra, in tutta sicurezza.

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apr 09 2009

Vacanze di primavera sul lago di Garda

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Il Lago di Garda, o Benàco, o Bènaco (variante utilizzata sul lago e nelle zone limitrofe), è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². Cerniera tra tre regioni, la Lombardia (con la provincia di Brescia), il Veneto (provincia di Verona) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), esso è posto in parallelo all’Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. A settentrione si presenta stretto ad imbuto mentre a meridione si slarga ed estende, circondato da colline che rendono più dolce il paesaggio. Il lago è un’importante meta turistica, e viene visitato ogni anno da centinaia di migliaia di persone.

Il nome attuale, lago di Garda, è attestato fin dal medioevo, mentre Benàco era il nome con cui era conosciuto il lago fin dall’epoca romana. Il primo toponimo è di origine germanica, mentre il secondo addirittura celtico, precedente quindi al dominio romano, infatti la voce latina Benacus è quasi sicuramente di origine celtica, e indicherebbe un dato geografico del lago: bennacus, cioè dai molti promontori. Garda prende nome, invece, dall’omonima cittadina sulla sponda veronese del lago, il cui toponimo testimonia, insieme ad altre località meno conosciute del lago, come Gardone, Gàrdola, Gardoncino, Le Garde, Gardoni e Guàrdola, la dominazione germanica che va dal VI al VIII secolo, in particolare quella longobarda.

Nel lago ci sono cinque isole: la più grande è l’Isola del Garda su cui sorge un bel palazzo ottocentesco in stile settecentesco veneziano, e vicino a questa la seconda, l’Isola di San Biagio, anche detta “dei Conigli”, che dista circa 200 metri dalla costa (raggiungibile a piedi nei periodi di secca). Entrambe sono situate nei pressi di San Felice del Benaco, verso Salò sulla costa bresciana.

Un’altra isola, la terza per grandezza, è l’Isola del Trimelone famosa per essere stata una polveriera su cui sono stati raccolti ordigni inesplosi della prima e seconda guerra mondiale. Le altre due, più piccole, sono l’Isola del Sogno, anch’essa nei periodi di secca raggiungibile a piedi dalla costa distante appena 20 metri (penisola del sogno), e l’Isola degli Olivi. Esistono poi numerosi altri scogli, specie tra le isole del Garda e di San Biagio, che a seconda della stagione sono più o meno affioranti e che sono adeguatamente segnalati poiché costituiscono pericolo per la navigazione.

Il grande bacino del lago mitiga il clima semi-continentale della Pianura Padana e delle prime valli alpine, rendendo meno rigide le minime invernali e meno opprimenti i calori estivi. Vi sono da considerarsi comunque anche variazioni locali: gli effetti del lago solitamente si mantengono molto vicini alla costa, mentre già poche centinaia di metri da essa questi sono attenuati. L’effetto mitigatore del lago, comunque, è sempre dipendente dal regime di brezze, per cui anche località molto vicine possono avere temperature notevolmente diverse.

Ad esempio le zone costiere est-ovest risentono appieno dell’effetto mitigante dell’acqua, mentre altre zone come l’alto Garda trentino e le zone prossime alla Pianura Padana vedono gli effetti del lago in parte attenuati da vari fattori, soprattutto d’inverno. Le zone più miti del lago di Garda possono individuarsi con la riviera occidentale (Limone sul Garda, Gardone Riviera, Salò) e la zona di Desenzano del Garda-Sirmione. Più fredda risulta la bassa riviera orientale (Bardolino-Peschiera del Garda), maggiormente esposta alle masse di aria fredda presenti sulle campagne e pianure circostanti, e l’alto Garda trentino, influenzato dal cuscinetto di aria fredda invernale presente nella conca di Riva del Garda-Arco.

Il succedersi delle glaciazioni e dei disgeli contribuì, inizialmente, a formare una vegetazione simile a quella europea continentale, ma, dopo l’alluvione avvenuta nel VII secolo, il limite della foresta si alzò, e la vegetazione lacustre cominciò a caratterizzarsi in modo diverso: aumentarono le specie coltivate, tipiche ancora oggi del lago di Garda, in particolare il castagno, la noce, l’olivo, la vite ed i cereali, ma aumentò anche la varietà delle specie selvatiche, che rendono dal punto di vista dei botanici il lago eccezionale, grazie al clima che va da mediterraneo, sulla costa, ad alpino, nei monti che lo circondano (in particolare sul monte Baldo, il giardino d’Europa). Lungo le sponde del lago nella vegetazione spontanea spiccano i cespugli di rosa selvatica, la limonella, l’oleandro, la mimosa, l’acacia, la ginestrella e la forsizia.

Il lago di Garda non è stato oggetto, a differenza del Lago di Como, di un turismo di tipo aristocratico e letterario. I suoi grandiosi scenari richiamano piuttosto un turismo “di massa”, di tipo marittimo, anche a causa del carattere relativamente pianeggiante del territorio, adatto all’insediamento di grandi e numerosi centri ricettivi. Tutto cominciò alla fine dell’Ottocento, anche se, ovviamente, si trattava ancora di un turismo elitario che riguardava quasi esclusivamente la zona nord-occidentale del lago, per bontà di clima, per dovizia di acque, per varietà di prodotti, per grandiosità e giocondità di paesaggio, per cortesia di abitanti. Una delle prime località turistiche è stata Gardone Riviera, dove Luigi Wimmer, innamorato del luogo, decise di costruire un piccolo albergo, albergo che venne completato dopo la sua morte dalla moglie: questo venne ampliato nel tempo, fino a diventare uno degli edifici che costituivano il lussuoso Grand Hotel Gardone Riviera. Attorno a questo nacquero lentamente altri piccoli alberghi e ville, e, dopo che il vate Gabriele d’Annunzio fece qui costruire il Vittoriale degli Italiani, la fama del luogo accrebbe ulteriormente.
Un antico battello a ruota che trasporta passeggeri (soprattutto turisti) tra i principali centri abitati del lago. L’originale motrice a vapore è stata però sostituita con un motore diesel.

Nella riviera veronese il turismo arrivò, invece, ben più tardi, all’incirca negli anni Trenta del Novecento, quando venne realizzata l’attuale strada gardesana orientale lungo le sponde del lago (precedentemente in molti punti la strada non procedeva lungo la riva, ma più a monte). E con l’arrivo dei turisti si decise di realizzare dei “lungo lago”, cioè dei viali pedonali lungo le sponde del lago nei centri abitati: per realizzarli vennero però parzialmente abbattute numerose abitazioni che si affacciavano direttamente lungo (in alcuni casi sopra) il Garda.

Dal secondo dopoguerra il turismo ha avuto una sorta di trasformazione: ad un turismo con permanenza lunga si è affiancato il turismo “mordi e fuggi”, con una sosta breve, per il solo fine settimana o addirittura per poche ore. Il primo è alimentato da turisti che vogliono passare le ferie sul lago, provenienti da una vasta area (oltre ad italiani numerosi tedeschi, francesi, svizzeri, olandesi ed altri stranieri), mentre il secondo è alimentato da coloro che vivono a non più di qualche ora dal lago, e che vogliono passare qualche ora di svago. Entrambi i tipo di turismo sono stati cause di cambiamenti notevoli nell’organizzazione del territorio e dei centri abitati. Negli ultimi anni si sono sviluppati altri due tipi di turismo, quello escursionistico, per il quale sono stati realizzati adeguate infrastrutture, e quello della “seconda casa”, per il quale sono state introdotte nuove norme.

Durante l’alta stagione e le feste il traffico risulta essere molto intenso, e si è arrivati ormai alla completa saturazione delle rive, che sono quasi diventate un unico agglomerato urbano, con ville, alberghi, campeggi e molti altri edifici turistici, tutti distribuiti lungo l’unico asse di scorrimento, tanto che oggi è iniziata l’edificazione di strutture ricettive nelle zone di pregio più interne (Monte Baldo, Lessinia, Valpolicella, colline moreniche e valli bresciane).

Molti Hotel sul Lago di Garda aspettano i turisti che vogliono passare una vacanza di primavera tra sole, lago e divertimento.

Il Lago di Garda ti aspetta per una vacanza indimenticabile.


apr 08 2009

Vacanze al mare in Liguria

Classified in: Agriturismo,Hotel,Vacanze Mareadmin at 8:21 am

La Liguria è una delle bellissime regioni italiane di 1.609.552 abitanti situata nel Nord-Ovest della penisola e avente come capoluogo la città di Genova. Confina a sud con il Mar Ligure, a ovest con la Francia (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord con il Piemonte e con l’Emilia-Romagna, a est con la Toscana. La regione Liguria fa parte dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo.

La Liguria gode di un clima mediterraneo ma non uniformemente: essa risente infatti della morfologia accidentata del suo territorio per gran parte montuoso, aperto su un mare decisamente caldo in rapporto alla sua latitudine relativamente elevata. I fattori morfologici principali sono infatti due: la forma ad arco aperto verso mezzogiorno della regione e la dorsale montuosa che si sviluppa tra il confine francese e quello toscano e costituisce la displuviale tra il versante tributario del Mar Ligure e quello padano-adriatico Quando d’inverno si forma un’area di bassa pressione sul Golfo Ligure, la zona intorno a Genova viene investita dalla Tramontana, apportatrice di pioggia e neve a quote basse, che a volte può scendere fino al livello del mare, specialmente in alcune aree della costa genovese e del Savonese orientale. L’estate è moderatamente calda ma piuttosto afosa (a Genova Sestri le medie del mese di luglio sono comprese tra i +20,8 °C della minima e i +27,2 °C della massima). Normalmente le temperature diurne superano i 30 °C solo 3-4 volte nell’arco dell’intero mese di luglio, ma spesso l’umidità relativa atmosferica si mantiene alta anche nel pomeriggio, amplificando la sensazione di calura, che è mitigata solo dalle brezze marittime. Nell’entroterra il clima è semi-continentale e più rigido, con valori medi invernali decisamente bassi, specie in alcune conche del versante padano della regione (media giornaliera di gennaio di +1,8 °C a Cairo Montenotte, +1,4 °C a Sassello, +2,2 °C a Busalla).

La Liguria è una terra ricca di bellezze naturali in cui il connubio tra terra e mare rende particolarmente eterogenea la varietà di ecosistemi presenti nel suo territorio. Infatti sono presenti un parco nazionale, otto parchi regionali, tre riserve naturali e una nazionale ed infine diciannove comunità montane con cui la Liguria protegge pertanto il 12% del suo territorio, per una superficie complessiva di circa sessanta mila ettari.

L’Area naturale marina protetta Cinque Terre, costituita da complessivi 4.591 ettari di estensione, si articola tra Punta Mesco e Riomaggiore. La costa è suddivisa in tre zone (A, B, C) diverse per grado di protezione e tutela. Caratteristiche dell’area sono le pareti di roccia a strapiombo sul mare e fondali rocciosi alternati a zone sabbiose. I fondali sono popolati da diverse praterie di gorgonie, anemoni e coralli, invece le aree più sabbiose ospitano la Posidonia oceanica.

La Riserva di Portofino è estesa per 372 ettari ed è costituita da tre zone a diverso grado di tutela ambientale. Il tratto di mare protetto è compreso tra Camogli e la baia di Paraggi, unendo così le due aree geografiche del Golfo Paradiso e del Golfo del Tigullio. Le scogliere sommerse ospitano pregiate gorgonie, spugne e corallo rosso, mentre nelle aree più sabbiose vi è presente la Posidonia oceanica.
Occorre sottolineare che il Mar Ligure è fa anche parte del Santuario dei Cetacei.

Il turismo è una delle attività economicamente più rilevanti per la Liguria. Il clima mite, i paesaggi rinomati come Portofino, le Cinque Terre o Porto Venere, la diversificazione delle offerte e la qualità dei servizi attirano turisti sia dall’Italia che dall’estero.

La maggior parte dei flussi turistici avvengono nella stagione estiva in cui è possibile usufruire e godere degli innumerevoli chilometri di spiagge e di servizi balneari.

Tuttavia in Liguria è possibile trovare, oltre al classico turismo stagionale, proposte tra le più disparate, come il pescaturismo o l’agriturismo, ovvero forme di soggiorno in cui è possibile contribuire all’attività di pesca o agricola insieme a gente del mestiere. Il turismo in Liguria offre molte possibilità culturali, sia estemporanee (mostre, convegni, festival e feste), sia la visita dei borghi e dei luoghi storici della regione, ma le vacanze al mare la fanno da padrone.

Il turismo in Liguria è la felicità degli abitanti. L’organizzazione e l’ospitalità della gente e delle strutture alberghiere è grende.

La bellezza del mare e dei promontori liguri creano un’atmosfera inebriante e rilassante. Allora non predete nemmeno un minuto e prenotate la vostra vacanza in Liguria.


apr 06 2009

Vacanze di Pasqua last minute su Informavacanze.it

La Pasqua è la festa che apre le porte alla bella stagione. Le famiglie, le coppie e i gruppi di amici si organizzano per passare un’indimenticabile soggiorno di due tre o più giorni nelle località marine, di montagna, luoghi di benessere o vacanze culturali immerse nell’arte antica.

Le tradizioni delle uova, delle colombe dei giochi in piazza e della gastronomia pasquale rendono unica la vacanza di Pasqua. Ogni anno in molte località si ripetono tradizioni tramandate di generazione in generazione, grazie a questo il turismo ne trae ottimi benefici.

Molte offerte last minute per Pasqua con pacchetti vacanza all inclusive, volo + hotel + soggiorno + escursioni sono presente nel sito di Informavacanze.it.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta, mare e montagna, laghi e campagna, arte e cultura, benessere e relax, sport e divertimento.

Vacanze al mare sulla Riviera Adriatica, nella Romagna, nel Veneto, fino alla splendida Puglia, oppure in Liguria e sul litorale della Toscana, per assaporare l’atmosfera balneare estiva.

Vacanze in montagna in Trentino, in Alto Adige e sulle Dolomiti per approfittare delle ultime possibilità di sciare.

Vacanze benessere in wellness Hotel dotati di centri benessere per rigenerarsi e riacquistare la forma fisica.

Vacanze rurali in campagna in agriturismo a contatto con l’antica tradizione contadina

Vacanze culturali nelle città d’arte quali Venezia, Roma, Firenze, ma anche nei piccoli borghi antichi disseminati sul territorio italiano, per scoprire e ammirare i loro tesori artistici e culturali.

Viaggi e vacanze all’estero con destinazione balneare nei mari caldi o viaggi culturali per conoscere i tesori artistici, la cultura e le tradizioni degli altri popoli.

Una vacanza a Pasqua per lasciarsi alle spalle il grigiore dell’inverno, soddisfare la voglia di evasione e ritrovare il benessere del corpo e della mente.

Fate presto avete ancora poco tempo per prenotare il vostro soggiorno che apre la stagione del sole, del mare, del divertimento e del relax.


apr 03 2009

Week end di Primavera in agriturismo a Cividale del Friuli

Classified in: Agriturismo,Eventi,Hotel,Pasqua,Vacanze Montagna,Weekendadmin at 9:26 am

Cividale del Friuli (Cividât in friulano ufficiale nei toponimi, Čedad in sloveno, Östrich in tedesco) è un comune di 11.587 abitanti della provincia di Udine. Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Julii, divenne la capitale longobarda del Friuli.

A partire dal XII secolo fu libero comune e centro di un importante mercato; da allora fu il massimo centro politico e commerciale di tutto il Friuli, tanto da ottenere dall’imperatore Carlo IV l’apertura dell’Università nel 1353. Nel 1238 i Patriarchi si trasferirono ad Udine e perciò vi furono rivalità e lotte con questa città. Nel 1419, durante la guerra con Venezia, per scacciare gli Ungari di re Sigismondo che l’assediavano, Cividale si arrese a Venezia.

Nel XVI secolo fu contesa tra l’Impero e Venezia; nel luglio del 1509 fu assediata dalle truppe imperiali del duca di Brunswick, ma i cividalesi, dopo epica lotta, riuscirono a rompere l’assedio costringendo alla fuga l’esercito tedesco. Al termine della guerra rimase sotto la dominazione veneziana. Con la pace di Worms (1530) perdette il castello di Tolmino sull’Isonzo e le miniere di mercurio d’Idria. Nei secoli successivi dovette subire parecchie incursoni dei Turchi. Durante il periodo veneziano fu un notevole centro di studi.

Nel 1797 con il trattato di Campoformio tra Napoleone e l’Austria Cividale passò all’impero asburgico, al quale, dopo il breve periodo in cui fece parte del napoleonico Regno d’Italia, fu confermata dal Congresso di Vienna (1815). Fra il 1848 ed il 1866 vi fu la presenza di un vivace movimento risorgimentale; nel 1866, dopo la Terza Guerra d’Indipendenza, fu annessa al Regno d’Italia con il Veneto ed il Friuli. Durante la Prima Guerra Mondiale fu sede, per un breve periodo, del comando della II armata e rimase anche danneggiato da bombardamenti aerei. Fu occupata dagli austriaci in seguito alla disfatta di Caporetto.

A Pasqua

La Pasqua negli agriturismo a Cividale del Friuli è immersa in un ambiente montano e accogliente, tutto intorno si riempie dei profumi della primavera e la gastronomia la fa da padrona.
Passare un week end di Primavera a Cividale è un privilegio che ogni turista dovrebbe concedersi.
A Pasqua potrete godervi il Gioco del Truc, antico e tradizionale gioco che si svolge nelle piazze della città nel periodo pasquale.
Il gioco del Truc è una tradizione ludica pasquale, di antichissima pratica, consistente nell’approntare un catino di sabbia digradante dalla caratteristica struttura ovale, in cui si fanno scendere, seguendo la codificazione di precise regole, le uova colorate con l’intento di farle toccare tra loro; l’impiego dell’uovo risulta di pregnante simbolismo, in quanto eletto a simbolo di rinascita e quindi elemento pasquale per eccellenza.

Il Truc ha la caratteristica di essere peculiare del solo Cividalese, non essendo praticato altrove entro i confini del Friuli e si gioca rigorosamente solo nelle giornate di Pasqua, Pasquetta e nell’Ottava, cioè la domenica seguente la Resurrezione.

Si è recentemente documentata la sicura attestazione della sua pratica nelle piazze cividalesi almeno dal XVIII secolo, grazie ad un manoscritto conservato nel Museo di Cividale del Friuli, ma la sua pratica è sicuramente assai più antica.

Caratteristiche e regole possono essere, schematicamente, così riassunte:

* si impiegano solo uova sode di gallina
* l’obiettivo è colpire una o più uova all’interno del truc
* l’uovo al momento del lancio deve toccare il cop (la tegola)
* l’uovo deve essere lasciato andare senza spinta
* chi riesce a colpire, effettua subito un altro tiro
* il proprietario dell’uovo toccato, per rientrare in gioco, deve riscattarlo da chi l’ha colpito e mettersi in coda per rilanciare
* se l’ultimo giocatore non colpisce alcun uovo, il gioco viene ripreso da chi per primo ha lanciato l’uovo nel truc e quindi è in sosta da più tempo (vecjo di truc)
* chi si ritira dal gioco deve lasciare il riscatto al posto dell’uovo (in genere una moneta)

Gli agriturismo

Entrando nei particolari, le strutture degli agriturismi sono in sintonia con il territorio e i pacchetti vacanza Cividale che vengono offerti sono unici, comprendono attività immerse nella natura e offerte di alloggio a livello degli hotel Cividale.
Le pietanze sono tantissime e noi vi consigliamo il muset con brovade (cotechino preparato in brodo), minestra di pasta, fagioli e cotiche, salame friulano aromatizzato all’aglio. Celebre la gubana, dolce di pasta sfoglia con noci, zibibbo, uvetta, pinoli cioccolato e altro. Ma anche l’orzotto è molto buono.

Cha sia una festa come la Pasqua che sia un Week end a Cividale troverete sempre le strutture, l’ospitalità, l’ambiente giusti per rilassarvi, divertirvi e voi che vivete al terzo piano in centro città, negli agriturismo a Cividale del Friuli potrete vivere il diretto contatto con la natura. Scegliete Cividale del Friuli.


apr 02 2009

Vacanze di Pasqua a Positano

Classified in: Centri Benessere,Eventi,Hotel,Pasqua,Vacanze Mareadmin at 9:25 am

Positano è un comune di 3.862 abitanti in provincia di Salerno, appartenente geograficamente alla splendida Costiera Amalfitana.

Grazie al clima mite ed alla bellezza del paesaggio, Positano è stato un luogo di villeggiatura sin dall’epoca dell’Impero Romano, come attestano il rinvenimento di un villa e di ulteriori rinvenimenti recentissimi, risalenti al 2004. Tipiche le tantissime “scalinate” che dall’alto del paese giungono in basso, alla spiaggia. Le spiagge principali sono: la Spiaggia Grande e Fornillo, entrambe raggiungibili a piedi. Le altre sono: La Porta, Arienzo, San Pietro Laurito. Tutte raggiungibili principalmente via mare. Positano è raggiungibile anche con un mezzo di trasporto pubblico, il Metrò del mare.

Leggenda della Madonna Assunta e del nome di Positano

La leggenda narra che, tanti anni fa, all’incirca nel XII secolo d.Cr., una nave che trasportava un quadro della Madonna Assunta, di tipo Bizantino, stesse solcando le acque del Mar Tirreno, dinnanzi all’allora paesino di Positano. C’era bonaccia ed il veliero non riusciva in nessun modo a riprendere il mare, quando i marinai, monaci Benedettini, sentirono una voce che diceva “POSA POSA”… Posa Posa, ovvero fermatevi li, in quel posto, quasi proveniente dal quadro della Vergine Maria. Così si avvicinarono alla riva. I Positanesi, che da questo evento presero il loro nome, presero il quadro della Vergine e lo portarono nella Chiesa che oggi è situata nella piazza centrale del paese, Piazzetta dei Mulini. La lasciarono lì, ma al mattino miracolosamente questo era sparito e fu ritrovato vicino al mare, su di un campo di ginestre. Si pensa che anche lì ci fosse stato un miracolo, in quanto il quadro era arrivato li da solo. Fu così allora che i Positanesi iniziarono in quel punto la costruzione della nuova chiesa dedicata, appunto, a Maria Assunta, festeggiata con ogni onore il 15 agosto di ogni anno. Oggi la chiesa è una delle più belle presenti in Italia. Tra gli abati commendatari che ressero l’abbazia di Positano ricordiamo il cardinale Vincenzo Maria Orsini, divenuto poi Papa Benedetto XIII.

La Gastronomia

I panorami culinari sono da ricercare sicuramente negli ingredienti scelti per preparare le tante gustose pietanze che rendono ricchi e succulenti i menù di ogni ristorante sulla spiaggia di Positano.
Nei ristoranti di Montepertuso, così come nei ristoranti della spiaggia grande di Positano, vengono rigorosamente adoperati ingredienti assolutamente freschi.

Il numero delle specialità marinare a Positano, in ogni caso, è particolarmente ricco e risulta capace di provocare il coinvolgimento di tutti i sensi.
Il pesce fresco utilizzato, infatti, consente di assaggiare i più autentici sapori del mare, e mentre la vista viene catturata dalla preparazione delle singole pietanze, una gradevole brezza marina consente di accompagnare ad esso il profumo del mare di Positano.
Pensare che i ristoranti di Positano siano in condizione di offrire “solamente” squisiti frutti di mare, o crostacei, molluschi e pesci di primissima qualità e particolarmente gustosi, però, è un grosso errore.
Il mondo della gastronomia a Positano, infatti, offre una varietà di scelta tale da suscitare un sentimento sbalorditivo.
Tra quelli che sono considerati come i piatti tipici locali a Positano, ad esempio, spiccano anche quelli che prevedono l’ utilizzo dei buonissimi formaggi dei Monti Lattari che sovrastano la Costiera Amalfitana e che assicurano approvvigionamenti giornalieri e la freschezza anche dei latticini e delle verdure.

Gustare una parmigiana di melanzane in un ristorante positanese, equivale ad assicurarsi l’ estasi del palato, anche se l’ esempio appena citato è sicuramente riduttivo rispetto alle infinite possibilità di scelta che presenta il repertorio gastronomico di Positano che risulta assolutamente fantastico.
Un suggerimento: volete davvero assaggiare un piatto tipico locale in Vacanza a Positano?
Chiedete agli abitanti della zona e fidatevi dei camerieri.

La vacanza di Pasqua a Positano sarà meravigliosa, il clima e l’atmosfera ideale vi incanterà immediatamente. Gli hotel Positano sono organizzatissimi e per tutte le esigenze, pensate alla tavolata di Pasqua con tutta la vostra famiglia al completo, nella cornice della bellezza del sole e del mare di Positano. La vacanza di Pasqua a Positano vi darà una gioia immensa anche per il benessere Positano che offre a tutti i suoi turisti .


apr 01 2009

Vacanze di primavera a Vieste nel Gargano

Classified in: Centri Benessere,Hotel,Vacanze Mareadmin at 8:50 am

Vieste è un comune di 13.414 abitanti della provincia di Foggia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

Stazione balneare garganica, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu, riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

È la città più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia. La particolare situazione urbanistica di Vieste è legata al fatto che il Gargano, rispetto al resto della costa adriatica, è un corpo estraneo di origine carsica. Forma dunque un paesaggio montuoso caratterizzato da strati calcarei, spesso erosi dall’azione marina. Il paesaggio rende peraltro difficili le comunicazioni con i comuni vicini e con il capoluogo di provincia, Foggia, che dista peraltro 99 km.

La Cattedrale sorge in una delle zone più alte di Vieste, circondata da edifici poco meno alti. Il suo impianto tipico del romanico pugliese si ritrova in perfetta armonia con il campanile della chiesa, non particolarmente slanciato ma sapientemente progettato in stile barocco dopo un crollo nel 1772. La chiesa, Basilica a tre navate, reca tracce di continui adattamenti sovrapposti nel corso dei secoli. Nel complesso, rimane molto poco della struttura originaria medievale. Come le altre cattedrali della zona, è dedicata alla Maria Assunta.

Il Castello, massiccia costruzione fatta edificare dagli Svevi, domina il profilo della città vista da lontano con la sua figura imponente. A pianta triangolare, si distingue dagli edifici e dal paesaggio circostante per il suo colore bruno, e si erge a strapiombo sulle rocce calcaree che danno sul mare. Le tre punte del suo perimetro sono rinforzate da caratteristici bastioni a punta. Fu danneggiato durante le incursioni veneziane e durante la prima guerra mondiale. È attualmente usato dall’esercito.

Nei pressi di queste costruzioni si trova la Porta ad Alt, caratteristica per l’arco acuto. Costituiva l’ingresso principale della città.

Lungo la costa è possibile ammirare alcuni trabucchi, antiche installazioni da pesca provviste di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. È questo uno degli elementi storici che distinguono la zona garganica rispetto al resto della Puglia, per avvicinarla tendenzialmente alle province confinanti a nord (coste di Abruzzo meridionale e Molise).

La festa di S. Maria di Merino, il 9 maggio è una delle più importanti ricorrenze nel panorama locale. Attira ogni anno centinaia di viestani sparsi in tutto il mondo che ritornano al paese per assistere alla processione che partendo dalla Cattedrale, arriva fino al santuario, situato a 7 km circa dal centro abitato. La Madonna, portata solennemente in trono, attraversa il paese fino alla Villa comunale. Qui, dopo aver effettuato il cambio della cassa (viene riposta in un trono più leggero), viene portata a spalla dal popolo per tutti i 7 km fino al santuario. Particolare originale, sta nel fatto che la cassa è costituita in modo da procedere con la madonna rivolta verso i lati della strada, cosicché, durante il percorso d’andata è rivolta verso il mare e durante il ritorno è rivolta verso i campi, proteggendo, cosi, le due antiche principali fonti di sostentamento dei viestani. Analoga importanza è data alla festa di San Giorgio, il 23 aprile. La statua lignea del Santo, anch’essa conservata nella Cattedrale, viene portata in processione lungo le strade del paese assieme alle altre statue.
Un vicolo di Vieste.

Fino a qualche decennio fa, la festa era anche l’occasione per la tradizionale frittata che veniva offerta gratuitamente dall’amministrazione comunale ai cittadini e preparata dagli studenti dell’IPSSAR, scuola professionale alberghiera fra le più rinomate della regione. Oggi questa tradizione centenaria è ancora viva, anche se la famosa Collina di S. Giorgio, meta del successivo picnic a base di frittata, è stata soggetta ad urbanizzazione. Durante la festa di S. Giorgio, viene anche effettuata la tradizionale corsa di cavalli, sulla spiaggia di Pizzomunno (o della Scialara). La corsa, priva di sofisticate attrezzature di rilevamento ed affidata ad improvvisati giudici di linea, finisce spesso in bagarre, per l’attribuzione del primo premio. Da ricordare fra i vari “fantini”, “Str’sciott”, vincitore incontrastato di decine di edizioni negli anni ’60 e ’70 e Matteo “Cavallo”, del quale molti ignorano il vero cognome, detto cosi, per la sua passione smisurata per i cavalli.

La primavera sta arrivando e un week end a Vieste non è solo rigenerante, ma anche divertente e intriso nella cultura popolare. Tanti Hotel e Residence vi aspettano per coccolarvi.


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