mar 13 2009

Vacanze di Pasqua a Roma

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Roma sorge sulle rive del fiume Tevere; l’abitato originario si sviluppò sulle colline che fronteggiano l’ansa nella quale sorge l’isola Tiberina, il solo guado naturale del fiume. Il nucleo centrale e storico della città è costituito dai famosi sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio.

La città è attraversata anche da un altro fiume, l’Aniene (detto anche Teverone), che confluisce nel Tevere nella zona settentrionale dell’odierno territorio urbano.

Il territorio su cui la città è sorta e si è sviluppata ha una storia geologicamente complessa: il substrato recente è costituito dal materiale piroclastico prodotto dai vulcani, ormai spenti, che cingono l’area della città a sud-est, il Vulcano Laziale negli attuali Colli Albani, ed a nord-ovest, i Monti Sabatini, tra seicentomila e trecentomila anni fa. Da questi depositi si formano gran parte dei rilievi collinari dell’area, compresi i sette colli. Successivamente l’attività fluviale del Tevere e dell’Aniene contribuì all’erosione dei rilievi e alla sedimentazione, caratterizzando il territorio attuale. Oltre ai sette colli storici, nella città odierna sono compresi diversi altri rilievi, fra cui Monte Mario, il Gianicolo, il Pincio, i Monti Parioli, Monte Sacro e Monteverde.

Il centro storico si presenta come il risultato del continuo sovrapporsi di testimonianze architettoniche ed urbanistiche di secoli diversi, in una compenetrazione unica e suggestiva che mostra il complesso rapporto che la città ha sempre instaurato con il proprio passato, in un alternarsi di sviluppi caotici, periodi di decadenza, rinascite e tentativi, in età contemporanea, di ammodernamento del tessuto urbano.

Le chiese cristiane di Roma sono diverse centinaia e la loro storia si intreccia con la storia religiosa, sociale ed artistica della città. Tra di esse da segnalare sono le quattro basiliche patriarcali: la basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la cattedrale della città, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di san Paolo fuori le mura e la basilica di Santa Maria Maggiore. Le quattro basiliche fanno parte del cosiddetto “giro delle sette chiese” che i pellegrini che giungevano a Roma dovevano compiere, tradizionalmente, a piedi ed in un unico giorno. Le altre tre chiese facenti parte di tale itinerario sono la basilica di San Lorenzo fuori le mura, la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e la basilica di San Sebastiano fuori le mura.

Ville, parchi pubblici e aree protette hanno un grande spazio nel tessuto urbano: Roma non a caso vanta il primato di capitale europea con il più alto numero di ettari riservati al verde. Questi sono alcuni dei numeri che l’attestano: più di 90 000 ettari di verde, circa il 68% del suo territorio, 2 000 kilometri di alberature stradali e un gran numero di parchi e giardini pubblici dislocati sul tutto il territorio urbano. La parte più nota di questo verde è rappresentato dal grande numero di ville e giardini facenti parte nel passato di dimore nobiliari, i più antichi risalenti al XVI secolo; ma la tradizione del verde nella città ha radici molto più antiche, e può essere fatta risalire ai giardini urbani di proprietà dei personaggi di spicco della Roma antica (gli horti). Le speculazioni edilizie di fine XIX secolo portarono alla distruzione di diverse di queste ville.

Arte, cultura, tradizione, divertimento e tanto altro nel giorno della Santa Pasqua a Roma. Gli hotel offrono tanti pacchetti compreso il giorno di Pasquetta, il pranzo abbondante della Pasqua e molte visite alle innumerevoli bellezze artistiche della città.

Non lasciatevi scappare le offerte speciali per la Pasqua Romana, prenotate immediatamente, farete un regalo alla vostra famiglia.


mar 12 2009

Pasqua a Venezia

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Venezia la città con il più alto flusso turistico del Veneto. è una città di 270.277 abitanti dell’Italia nord-orientale, capoluogo della regione Veneto e della provincia omonima. È stata inoltre per più di un millennio capitale della Repubblica di Venezia e conosciuta a questo riguardo come “la Serenissima” o “la Dominante”.

Per le peculiarità urbanistiche e per l’inestimabile patrimonio artistico, Venezia è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo ed è annoverata tra i patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO. Un fattore che ha contribuito a farne la città italiana con il più alto flusso turistico, in gran parte dall’estero.

Il cuore della città di Venezia è Piazza San Marco, per definizione l’unica a meritarsi il nome di piazza: le altre piazze sono chiamate infatti “campi” o “campielli”. La Basilica di San Marco appare al centro della piazza, colorata d’oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai meravigliosi bassorilievi che raffigurano i mesi dell’anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei di Costantinopoli, (sono copie: gli originali sono nel museo di San Marco) ricordano la quarta Crociata del 1204. La sua forma a croce greca è sovrastata da cinque enormi cupole. È la terza Basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Pare che questa versione sia stata ispirata dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. L’interno è rivestito di mosaici a fondo oro che raffigurano passi biblici e allegorici. Inizialmente, era la cappella dei Dogi della Repubblica di Venezia.

Il Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, meravigliosa opera di Bartolomeo Bon, che oggi è l’uscita del museo di Palazzo Ducale. L’ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d’Istria. Qui sorgeva un castello, poi dato alle fiamme per far uscire Pietro IV Candiano che vi aveva trovato rifugio durante una sommossa. Ora il Palazzo è un museo, con opere dei migliori artisti veneziani: la Biblioteca Sansovina, che si trova al suo interno, ospita delle mostre temporanee. Da vedere la Sala del Maggior Consiglio, che per secoli fu la più grande sede di governo del mondo, il Ponte dei Sospiri, le carceri e i Piombi.

Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti, fu restaurato da Bartolomeo Bon nel XV secolo. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un’opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone.
Ponte di Rialto

Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto: opera di Antonio Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l’unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l’unico ponte fino al 1854, quando fu costruito il Ponte dell’Accademia. Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, la pittoresca pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto.

Altri importanti monumenti veneziani sono l’Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto.

Gli Hotel di Venezia propongono dei pacchetti interessantissimi per il giorno di Pasqua e Pasquetta.

Nei pacchetti sono compresi: il grande pranzo pasquale, con uovo di cioccolata e colomba in omaggio! Offerte speciali nel centro benessere, aperitivo di benvenuto, feste pasquali, visite a Murano e Burano e guide per musei e monumenti della bellissima Venezia.

Venezia è una meraviglia anche a Pasqua, prenotate il vostro soggiorno pasquale.


mar 11 2009

Vacanze di primavera ad Abetone in Toscana

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L’Abetone è situato nell’alta Montagna pistoiese, nell’alta valle del Sestaione ad un’altitudine di 1388 m. s. m., presso il confine con l’Emilia-Romagna e sorge presso l’omonimo Passo dell’Abetone. Alle spalle si trova l’Alpe delle Tre potenze, tra le cime più elevate della regione (1940 m), e da vette minore come il Monte Gomito (1825 m) e la Selletta (1720 m), mentre di fronte si trova il maestoso Libro Aperto (1937 m).

Abetone (mt 1388 slm) deriva il proprio nome da un enorme abete, tanto grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone con le braccia tese, che venne abbattuto per far posto alla settecentesca strada Modenese.

Prima di allora la località era nota come Boscolungo, nome che oggi identifica una frazione del comprensorio comunale (mt 1378 slm). Se la storia del primo nucleo abitato dell’Abetone è strettamente legata alla vicenda della via Modenese, i crinali appenninici circostanti furono interessati sin dall’antichità da importanti vie di collegamento. Sono difatti noti, almeno dall’età romana, itinerari transappenninici che, attraversate le montagne del pistoiese, collegavano il nord e il sud della penisola: sembra infatti che Annibale abbia utilizzato queste vie per scendere in Etruria. Anche se non conosciamo con esattezza il valico scelto dal condottiero cartaginese, una tradizione locale lo identificherebbe con l’alta Val di Luce (mt 1512 slm), a nord-ovest dell’Abetone, dove si trova, a mt 1798 di quota, il cosiddetto Passo di Annibale. Nonostante i valichi appenninici siano frequentati, soltanto nel 1732 si pose mano ad un primo progetto per una strada che, attraverso la alte cime, congiungesse Pistoia con l’Emilia Romagna. La nuova strada, voluta dl Granduca Gian Gastone dei Medici, fu però resa carrabile soltanto da Pistoia a Capostrada. Terra di confine tra il Granducato di Toscana, il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca, la foresta dell’Abetone divenne meta privilegiata di fuggiaschi di ogni genere, che tra i boschi dell’Appennino trovavano comodi rifugi e facili vie di fuga. Con l’apertura della via Modenese, non solo sorsero fabbriche e locande, ma intere famiglie di contadini, ai quali erano stati concessi terreni dove costruire la propria casa, si trasferirono in montagna per provvedere al mantenimento della strada, dando così vita agli insediamenti che oggi costituiscono il Comune di Abetone. L’Unità d’Italia segnò un momento critico per l’Abetone, quando la scomparsa dei confini portò all’abolizione delle dogane e quindi del traffico ad esse connesso. A partire dal 1863, data dell’inaugurazione della Ferrovia Porrettana, la strada Modenese perse la funzione di principale collegamento tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Gli anni dell’Ottocento e i primi del Novecento furono certamente di crisi, e l’economia locale rimase essenzialmente legata al lavoro dei boschi e alla produzione di carbone. Il primo sciatore si presentò in paese nel 1904, ma di turismo si cominciò a parlare quando l’Abetone venne “scoperto” da alcune famiglie della nobiltà italiana: tra coloro che vi soggiornarono si ricorda Giacomo Puccini, che vi possedette una villa. Un primo vero impulso turistico l’Abetone lo conobbe negli anni Trenta, quando l’ingegnere Lapo Farinati degli Uberti promosse lo sviluppo della Valle delle Pozze (oggi Val di Luce), con progetti che miravano alla realizzazione di un grande centro sciistico, con alberghi, piste ed impianti di risalita. Il secondo conflitto mondiale interruppe definitivamente i lavori nella Valle delle Pozze e per l’effettiva valorizzazione del comprensorio si sono dovuti attendere anni più recenti quando, anche grazie alla fama dei grandi campioni di sci Zeno Colò, Cellina Seghi e Vittorio Chierron, l’Abetone si è trasformato in una delle più celebri stazioni sciistiche d’Italia. Ai grandi sportivi sono dedicate cinque delle quaranta piste da sci che scendono dai versanti de Le Regine, del Sestaione (mt 1309 slm), del Passo della Selletta (mt 1711 slm), del Passo della Fariola (mt 1753 slm), del Passo di Annibale(mt 1735 slm), del Monte Gomito (mt 1892 slm) e di Faidello (mt 1288 slm). Due piste sono dedicate al ciclista Fausto Coppi che, nel 1940, ancora ignoto gregario, vinse il ventottesimo Giro d’Italia proprio al culmine del Passo dell’Abetone. L’Abetone è comune autonomo dal 1936. Sede del Comune: Abetone (mt 1388 slm) Frazioni: Boscolungo (mt 1378 slm), Le Regine (mt 1258 slm), Val di Luce (mt 1512 slm).

Lago Scaffaiolo

A differenza di altri laghi, il lago Scaffaiolo, che si trova a 1800 metri di altitudine, non è di origine glaciale: è stato generato dalle acque piovane trattenute dalle rocce impermeabili presenti in questa parte di Appennino e non ha né immissari né emissari. Il lago è stato sempre meta turistica, come lo dimostra numerosi documenti scritti da personalità illustri e la presenza di monete romane rinvenute nella zona. Una credenza popolare del passato racconta, che se qualcuno osava disturbare la tranquillità dell’acqua, su di lui si sarebbe abbattuta una terribile tempesta unita a nebbia e vento. Una curiosità: sembra che li nome Scaffaiolo derivi da “scaffa”, e cioè “conca”.

Durante la buona stagione Abetone, abbandonata la sua vocazione sciistica, diviene, in virtù delle numerose possibilità escursionistiche, luogo privilegiato per chi voglia vivere a contatto con il paesaggio, la flora e la fauna appenniniche. Se per una conoscenza approfondita dei sentieri è necessario far riferimento alla cartografia del Club Alpino Italiano (CAI), qui se ne suggeriscono alcuni di particolare interesse paesaggistico.

Da Boscolungo, con circa due ore e mezzo di cammino, per un percorso in forte pendenza ma assai suggestivo, si raggiunge il Monte Libro Aperto (mt 1937 slm), dal quale si gode un vastissimo panorama e da dove è possibile, dopo altre due ore, raggiungere il Monte Cimone che, con i suoi 2165 mt, è la più alta vetta dell’Appennino Tosco-Emiliano. Sempre da Boscolungo altri due percorsi di grande interesse raggiungono quote elevate: il primo, in tre ore, dopo aver oltrepassato le sorgenti del torrente Sestaione, conduce a FOCE DI CAMPOLINO (mt 1775 slm); il secondo, detto variante dei laghi, adatto a chi disponga di un’intera giornata, tocca i suggestivi laghi di alta quota. Tra questi, il Lago Piatto è situato nella VAL DI LUCE, in un aspro paesaggio dominato dall’imponente architettura dell’ALBERGO FARINATI.

La Val di Luce, ben attrezzata per gli sport invernali, si può raggiungere agevolmente anche percorrendo la SS12. Abetone, per offrire una migliore alternativa a lunghe ed impegnative escursioni, si è dotata di una fitta rete di facili passeggiate e, per coloro che vogliono conoscere approfonditamente la flora appenninica, anche di un ORTO BOTANICO, cui fa capo uno dei cinque itinerari dell’ECOMUSEO DELLA MONTAGNA PISTOIESE.

Durante la stagione invernale la frequentatissima stazione sciistica diviene meta privilegiata per gli appassionati della neve, che vi trovano piste di ogni grado di difficoltà e un paesaggio ampio, ove le cime brulle si alternano alle pendici boscose.

Una primavera che apre le porte sull’Abetone! Cosa c’è di meglio?


mar 10 2009

Vacanze di Pasqua a Bordighera

Classified in: Centri Benessere,Hotel,Vacanze Mareadmin at 9:46 am

Bordighera è situata sulla costa della Riviera ligure di ponente, ubicata sul capo Sant’Ampelio a circa venti chilometri dal confine con la Francia, ai piedi delle Alpi Marittime. Dista dal capoluogo circa 36 chilometri. Suggestiva la frazione di Sasso arroccata sulla collina bordigotta.

Lungomare Argentina. La passeggiata a mare pedonale più lunga della Riviera è un rettilineo lungo all’incirca due chilometri, costeggiante la spiaggia e la ferrovia. Il percorso è fiancheggiato da diversi filari di Araucaria excelsa e da variopinti giardini con piante grasse e fiori. Il lungomare fu inaugurato da Evita Perón (da cui deriverebbe l’intitolazione Argentina), che qui trascorse diverse giornate nel luglio del 1947. Lungo la passeggiata è ubicato il Chiosco della Musica, già sede di concerti musicali.
Il sentiero del Beodo

E’ la passeggiata lungo il percorso dell’antico canale dell’acquedotto (béodo) che portava in città l’acqua potabile e per l’irrigazione. Alimentava una cisterna (oggi coperta) scavata al centro della Piazza Padre Giacomo Viale. Il béodo riforniva d’acqua le case, le fontane, i frantoi, i lavatoi pubblici, fino ai giardini e agli orti della città bassa. Il sentiero parte poco oltre la Città Alta (verso la Via dei Colli), passa sotto un tunnel, risale la Valle del torrente Sasso per una vecchia mulattiera; procede a mezza costa, lungo le fasce sostenute da muri a secco, tra mimose e ginestre, olivi, piante grasse e ciuffi di palme. Nel primo tratto domina la costa, quindi svolta verso l’interno, fino a raggiungere la piccola frazione di Sasso.


Il Giardino esotico Pallanca

Subito dopo la galleria di Punta Migliarese, ecco un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con fasce e terrazze popolate da splendide piante. E’ il Giardino Esotico Pallanca, spettacolare monumento naturalistico realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca, giovanissimo”bocia” e poi collaboratore di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento specie di piante. Spicca la preziosa collezione di cactus e succulente, la più importante d’Italia e una delle più importanti d’ Europa. La pianta più antica – una “Copiapoa” originaria del Cile, che cresce sulle pendici delle Ande – ha trecento anni. Il Giardino Esotico Pallanca ben si può considerare come l’erede del Giardino Moreno.

Madonna della ruota

Subito dopo la Casa del Mattone, al numero 28, un elegante cancello di ferro battuto e dorato chiude l’accesso ad una strada privata che scende a una villa sul mare, immersa in un magnifico parco.
E’ qui che Lodovico Winter aveva realizzato l’altro suo celebre giardino-vivaio, riprodotto in tante cartoline illustrate dell’epoca: un’immagine che contribuì alla diffusione della fama esotica di Bordighera in tutta Europa. “Uno show-garden, d’alta classe” lo definisce Viacava: “era per Winter la sua casa, il suo giardino di sogno, il vivaio delle sue palme più belle, e, indubbiamente il luogo di rappresentanza per le sue attività commerciali.

A Pasqua Bordighera si veste di primavera, troverete alberghi e servizi di livello eccelso. Potrete vivere qualsiasi tipo di vacanza sfruttando le offerte o costruendovi la vostra vacanza su misura.

A Bordighera assaggerete l’anticipo dell’estate……


mar 06 2009

Vacanze di Pasqua a Cattolica

Classified in: Centri Benessere,Eventi,Hotel,Vacanze Mareadmin at 9:20 am

Cattolica (Catolga in romagnolo) è un comune di 16.404 abitanti della provincia di Rimini. Confina ad est con Gabicce Mare (PU) dal quale è separata dal torrente Tavollo, ad ovest con Misano Adriatico, dal quale è separata dal fiume Conca e a sud con San Giovanni in Marignano; è bagnata a nord dal Mare Adriatico.

La Pasqua in Riviera è diventata ormai una tradizione. Molte famiglie si organizzano per passare questo momento di festa al mare. Gli attrezzatissimi alberghi di Cattolica offrono servizi e pacchetti di alto livello sempre restando su prezzi competitivi, ma sottolineando la qualità del prodotto.

Un esempio gnerale di un pacchetto offerto da un Hotel di Cattolica è il seguente:

Arrivo in hotel, Aperitivo di Benvenuto servito al Bar.

Visita guidata all’Acquario di Cattolica. Il pomeriggio un tuffo tonificante in idromassaggio con cascata d’acqua.

La sera Cena Romantica a lume di candela con leccornie del posto.

Giornata della santa Pasqua. Ricca e abbondante colazione a buffet secondo la tradizione Romagnola. Pranzo di Pasqua, Musica dal vivo, tanta allegria e tante sorprese.

Lotteria dove si può vincere un week end o una settimana estiva in Hotel.

Il pomeriggio visita al parco Oltremare e Imax di Riccione.

Pranzo a base di Pesce dell’Adriatico con Piadina Romagnola. Pomeriggio shopping nel centro pedonale di Cattolica.

E poi via, si torna a casa…..


mar 05 2009

Weekend di primavera a Ripatransone nelle Marche

Classified in: Agriturismo,Hoteladmin at 9:05 am

Ripatransone è un comune italiano di 4.414 abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Il capoluogo è storicamente uno dei centri più antichi e importanti dell’ascolano.

La città sorge su un alto colle (494 m s.l.m.) a breve distanza dal mare (appena 12 km), fra le valli parallele del fiume Tesino a sud e del torrente Menocchia a nord. La parete è estremamente ripida su tre lati; solo a est essa declina più dolcemente verso l’Adriatico. L’altitudine del paese si apprezza in piazza XX settembre, ma la sommità del Colle San Nicolò fa registrare un livello altimetrico di 508 m.

La posizione geografica ha meritato alla città l’appellativo di Belvedere del Piceno, dovuto alla visione panoramica estremamente ampia e suggestiva che offre. Oltre al mare Adriatico a est e ai Monti Sibillini con l’Ascensione in primo piano a ovest, verso nord si possono scorgere il Conero e il Titano. A sud la visione è particolarmente estesa e abbraccia i Monti della Laga, la Montagna dei Fiori, il Gran Sasso d’Italia, la Maiella e, in condizioni climatiche particolarmente favorevoli, il promontorio del Gargano. Fino al 1979 vi è testimonianza della possibilità – benché eccezionalissima – di raggiungere con lo sguardo territori d’oltremare, le Alpi Dinariche della Dalmazia.

La voce Ripa è forma medievale e sta per “rupe”. Popolarmente è questo il solo nome del paese, spesso preceduto da articolo.
La voce Transone è il nome del feudatario fondatore della roccaforte ripana.

Il complesso della Cattedrale, la più nota immagine di Ripatransone

L’ipotesi alternativa che riconduce il toponimo all’espressione Ripa trans Asonem (= Ripa al di là dell’Aso) sembra confutata fin dal 1827, quando il sacerdote e storico ripano Luigi Antonio Vicione fece notare (oltre all’incongruenza geografica dovuta alla presenza di una valle intermedia, quella della Menocchia) un errore linguistico. Il nome latino del fiume Aso risulta infatti Asis, ed è perciò ingiustificato l’accusativo Asonem. Più fantasiose sono le ricostruzioni che indicano in Transone il nome di un quartiere degli albori, o lo fanno derivare dal verbo latino transeo, a significare il trasferimento dei capi cittadini nell’unico castello sorto dai quattro originari. La città ha diversi appellativi: Belvedere del Piceno, Piccola Siena delle Marche, Propugnaculum Piceni.

Il colle ripano (Cuprae Mons) fu abitato fin dalla preistoria. Alla sua sommità si avvicendarono gli Umbri e i Piceni; con la conquista romana scemò in importanza, per essere ripopolato all’epoca delle invasioni barbariche. Nel IX secolo sorsero i castelli di Monte Antico, Capodimonte, Roflano e Agello, e la città fu unificata nel 1096. Ripa era attesa da un destino glorioso negli scontri con le rivali, grazie a una posizione geografica che la rendeva quasi inespugnabile (mentre ne avrebbe pesantemente penalizzato lo sviluppo in tempi moderni).

Sul piano turistico si segnala negli ultimi anni il conferimento della Bandiera arancione, marchio di qualità ambientale del Touring Club Italiano. Il settore è avvantaggiato, oltre che dalla tradizione storico-artistico-culturale, dalla posizione geografica del paese. Le località balneari (Grottammare e Cupra Marittima) distano infatti pochi chilometri, e l’altitudine favorisce un clima più fresco e ventilato che richiama molti visitatori dalla marina durante l’estate. La posizione è invece penalizzante quanto ai collegamenti stradali, che comunque, data la breve distanza, restano sufficientemente agevoli.

Gli agriturismo di Ripatransone vi faranno pasare una vacanza immersa nella natura, tra relax e divertimento.


mar 04 2009

Il lusso in Val di Fassa: Hotel Bellavista

Classified in: Hoteladmin at 1:05 pm

Cosa c’è di meglio del lusso a due passi della Val di Fassa? Perdonate il gioco di parole, ma occorre davvero visitare il sito di questo splendido Hotel in Val di Fassa, l’Hotel Bellavista di Canazei, per capire che questi luoghi sembrano usciti da una fiaba nordica. D’inverno, la hall dell’albergo pare un incrocio fra un chalet di lusso e una osteria locale: una stufa che scalda l’ambiente, la simpatia del personale locale, un bar e un ristorante in cui gustare le specialità di questi luoghi.

Certamente uno dei vantaggi principali di scegliere un Hotel in Trentino è la vicinanza: nel cuore d’Europa e a metà strada fra la cultura latina e quella nordica, questa regione è da sempre stata contesa per il suo ruolo strategico ed ammirata per la sua bellezza. La Val di Fassa in particolare ospita diversi centri rinomati come Vigo, Canazei e Moena, da sempre fra le località ideali in cui praticare lo sci alpino.

L’Hotel Bellavista è la base ideale per le escursioni, estive e invernali: al centro del triangolo costituito dai tre gruppi principali delle Dolomiti (Sassolungo, Sella e Marmolada), offre la possibilità di trascorrere delle belle vacanze sportive, ma al contempo integra la fatica del movimento con le coccole e il relax: questo Hotel infatti è dotato di sauna, area fitness (gratuita quest’estate!), zona idromassaggio, zona massaggi e molto altro ancora. Solo guardare le moderne attrezzature di cui il Bellavista è dotato fa venire voglia di rilassarsi; e se avete figli, gli sconti previsti per l’alloggio dei bambini sono un ulteriore incentivo a prenotare subito.
Vi segnaliamo inoltre la possibilità, partendo da questa pagina, di fare un tour virtuale completo dell’Hotel Bellavista via webcam, per farvi una idea generale della struttura di cui stiamo parlando. Buon viaggio!


mar 04 2009

Le Alpi di Siusi come non le avete mai viste!

Classified in: Hoteladmin at 12:39 pm

Alcune persone ritengono che i tipici paesaggi montani siano un po’ oppressivi, con le cime e le vette che circondano il turista a 360°, e torreggiano su di lui.
Esiste un luogo in Alto Adige che smentisce tutto cio’: e’ l’Hotel Alpe di Siusi Alpenhotel Panorama. Basta visitare la home page di questo splendido hotel benessere per rendersi conto che forse solo sulle Dolomiti il paesaggio può comunicare libertà, potenza e sconfinatezza.

Perchè mai scegliere un Hotel all’Alpe di Siusi? Beh, è certamente il luogo ideale per chi ama fare sport, in particolare mountain bike ed escursionismo, e naturalmente sci di fondo e sci alpino, con gli impianti di risalita più moderni e conosciuti d’Europa.

Ma anche per chi ama rilassarsi ed e’ alla ricerca di una vacanza rigenerante. Questo Hotel offre una vera e propria Oasi di Bellezza, attrezzata con sauna, calidarium, bagno Kneipp e persino un’estetista dedicata che offre consigli sul programma di bellezza che l’ospite intraprende.

A metà strada fra Bolzano e Bressanone (che ospitano i più bei mercatini di Natale delle Alpi) e vicinissimo ai rinomati ed esclusivi centri della Val Gardena come Ortisei e Selva, un Hotel Benessere Alpe di Siusi come il l’Alpenhotel Panorama garantisce il meglio di tutto ciò che l’Alto Adige può offrire: salute, lusso, relax.


mar 04 2009

Due sistemazioni, un solo Hotel in Val Pusteria

Classified in: Hoteladmin at 12:15 pm

Fra le splendide valli che sono l’anima e il cuore dell’Alto Adige, la Val Pusteria e’ certamente una delle piu’ rappresentative: perche’ ospita strutture moderne quali hotel, impianti di risalita, wellness e SPA, ecc… e soprattutto perchè offre al turista un paesaggio diverso e spettacolare in ogni stagione dell’anno.

Da qui nasce la straordinaria offerta dell’Hotel Gisser, uno dei pochi Hotel in Val Pusteria a offrire una duplice soluzione a chi desidera trascorrere le proprie vacanze in montagna. Accanto all’hotel, chiaramente indicato per le vacanze invernali, c’è anche la possibilità di campeggio, un’esperienza estiva straordinaria per i cultori del genere. Il campeggio in Val Pusteria e’ una esperienza unica per lo straordinario contatto con la natura che l’ambiente e la cultura dell’Alto Adige consentono. Strutture avanzate e la disponibilità del personale contribuiscono a rendere il tutto molto più confortevole.

Non solo: un Hotel a Brunico come l’Hotel Gisser consente gite nelle vicine cittadine di Bressanone, Merano e chiaramente Bolzano, specie sotto Natale. Il comprensorio Dolomiti Superski, un vero e proprio paradiso per chi ama sciare, è vicinissimo e offre ogni comfort possibile per una bella vacanza sulla neve; d’estate, invece, fare campeggio a Brunico consente di passare una vacanza fra grigliate, passeggiate e tuffi nei numerosi lidi che punteggiano la valle.

Per chi progettasse una vacanza in Val Pusteria, segnaliamo che il Gisser ha attivato offerte speciali: ogni settimana di soggiorno, viene accordato un giorno gratuito; mentre chi prenota per due settimane gode del 5% di sconto complessivo. Per quel che concerne l’inverno, invece, la direzione ha disposto che l’utilizzo della piscina e della sala fitness siano gratuite per tutti gli ospiti. Vale certamente la pena approfittarne!


mar 03 2009

Weekend di Primavera a Norcia in Umbria

Classified in: Agriturismo,Centri Benessereadmin at 9:35 am

Come Norcia è racchiusa tra le sue mura (sec.XIII), così la sua valle è circondata da verdeggianti monti, che formano un anfiteatro naturale di ineguagliabile bellezza.
L’ampia pianura, era, nel Pliocene e nel Quaternario, la culla di un lago,svuotatosi in seguito a movimenti tellurici che aprirono un varco a sud-ovest della valle.
Nel tratto più depresso, dell’altopiano, per un’estensione di circa 70 ettari, si trovano una serie di prati, conosciuti con il nome di Marcite. La peculiarità di questi è il loro alto tasso d’umidità, scaturita da sistemi d’irrigazione esistenti da diversi secoli, probabilmente realizzati dai monaci benedettini.
L’acqua in abbondanza,qui confluisce dai monti e dalla vallata, permettendo la irrigazione permanente delle Marcite.
Un velo d’acqua,controllato da chiusi e canale, sommerge continuamente il suolo, cosi da, mantenere costante d’estate il livello d’umidità, ed impedire d’inverno il congelamento del terreno.
Questo sistema permette di lavorare l’area in qualsiasi stagione,tanto da ottenere dai 6 ai 10 tagli di foraggio l’anno.
Questa rarità ambientale,come gran parte dell’altipiano di S.Scolastica,fa oggi parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Risalendo le Marcite,subito sotto Norcia,troviamo una vena d’acqua molto apprezzata per le sue proprietà ipotensive,la sorgente del Salicone.
Continuando verso nord,oltrepassando il paese,possiamo ammirare,nella sua totale imponenza,Monte Patino (1883 m.),ai suoi piedi si apre una variegata valle,da dove partono suggestivi sentieri,per la grotta e la cima del monte,per Valle Castoriana nel preciano,per Val di Canatra,per il Pian Grande e Castelluccio.
A sud-t della piana nursina,ad una altezza di circa 1100 m. s.l.m.,troviamo un caratteristico paese: S.Marco.
Nel passato, importante era la sua ubicazione strategica,sorgendo nella zona di confine tra Norcia e il Regno di Napoli.
Da qui la veduta della valle è unica,le morbide vette che circondano il paese, creano forme ed ombre ineguagliabili: da percorrere è il sentiero che conduce ai Pantani di Accumoli,in direzione Monte dei Signori.
Cosi come è da visitare il vicino paese di Nottoria,con la sua secolare quercia.

In direzione nord-est, con venti minuti d’auto, da Norcia si raggiunge Castelluccio(1453), uno dei più elevati paesi degli Appennini.
Arroccato su di un colle, il paese, sembra stare a guardia della pianura, fu proprio per questo motivo che nacque il castello (SEC.XIII):per difendere il territorio dalle mire dei vicini marchigiani, e tutelare gli armenti dei nursini.
Dell’abitato primitivo resta soltanto la porta d’ingresso che immette sulla piazzetta della chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria Assunta. Le vie del paese sono disposte a terrazzi concentrici attorno alla sommità del colle. Curiose, sono le scritte a calce sui muri delle stalle: specie di manifesti murali fortemente satirici che alludono a fatti e persone del luogo.
Sicuramente , ciò che colpisce, il visitatore, appena arrivati al valico che porta verso il paese, è lo scenario che si apre davanti ai suoi occhi: un altopiano immenso,il Pian Grande,circondato da montagne e colline, su cui svetta, in tutta la sua maestosità, il Monte Vettore,la cima più alta dei Monti Sibillini (2476 m.).
Il Pian Grande (13,09 kmq),insieme al Pian Piccolo (2,34 kmq),al Pian Perduto (2,39 kmq) e Valle San Lorenzo(0,64 kmq),formano i famosi piani di Castelluccio, il bacino carsico più interessante dell’Italia centrale.
Nella parte più depressa del Pian Grande,vi è una profonda spaccatura del terreno e un insieme di doline e solchi,il Fosso dei Mergani-Inghiottitoio: qui vanno a confluire gran parte delle acque piovane e del disgelo.
I faggeti,uniche aree boschive,della zona, rappresentano l’habitat ideale per il picchio,la poiana,l’allocco,la ghiandaia,il fringuello,il merlo e per mammiferi come la lepre,lo scoiattolo,la volpe,il tasso.
Il lupo e l’aquila, animali tipici di queste zone, purtroppo oggi sono ridotti a pochissimi esemplari. Endemico del Lago di Pilato, all’interno del Monte Vettore, è il famoso crostaceo, Chirocephalus Marchesonii.

Festa di San Benedetto

L’arrivo della primavera viene celebrato a Norcia con i festeggiamenti in onore di S.Benedetto, patrono d’Europa,nato a qui nel V secolo.

La festa è oggi caratterizzata dalla Fiaccolata “Pro Europa Una”, che ogni anno parte da una diversa città d’Europa,per giungere a Norcia la sera del 20 Marzo,simbolo della diffusione del monachesimo benedettino nell’antico continente.

Il 21 Marzo si svolgono il “corteo storico” e l’”offerta del Pallio”,a rievocare le maestose cerimonie che nel passato il paese dedicava al suo santo protettore.

Infatti sin dal XII sec.,il libero Comune di Nursia, regolamentò le celebrazioni,che duravano 4 giorni,organizzandola nel seguente

programma:

-Processione della Vigilia ove dovevano partecipare: i Magistrati,le otto Guaite e le coorporazioni delle Arti e Mestieri;

-Liberazione di un carcerato;

-Celebrazione della Messa da parte dell’Abate benedettino, alla quale dovevano presiedere tutte le cariche ufficiali del tempo;

-L’offerta dei pallii da parte dei 27 castelli di Norcia;

-Corsa al pallio coi cavalli;

-Corsa all’anello (o degli asini) per adolescenti;

-Fiera di S.Benedetto con franchigia dalla dogana per le merci.

Molteplici sono le attività artigianali della valle nursina,fondate su antiche tradizioni. Camminando tra i vicoli di Norcia è tuttora possibile sentire il battito dei pesanti martelli sull’incudini,battito che da secoli ritma il lavoro nelle officine dei fabri e maniscalchi. La lavorazione del ferro è di ottima qualità,già nel 1500 permetteva la produzione dei “Ferri” per le scuole chirurgiche di Preci e Norcia. Secolari sono anche le lavorazioni dell’oro,della lana e del legno. Un particolare ricordo va a l’Arte dell’intaglio dei “lignari”,tra il XVI e il XVII secolo si eseguirono capolavori d’intarsio,che,in parte,ancora abbelliscono molte chiese umbre. Norcia,comunque,è conosciuta a livello internazionale,in particolar modo per la lavorazione delle carni suine, tanto che per la lingua corrente norcino è colui che prepara e vende il maiale.

Norcia è il luogo ideale dove rigenerarsi e vivere al meglio una vacanza, correte a prenotare….


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